Il Mondo Del Gialappo
Welcome into a strange world, where an idiot became an idol

Lingue “Not For Sale”

Sono giorni caldi quelli che si stanno vivendo da queste parti.

Ok, si può pensare ad una partenza scontata di un post per indicare l’aumento delle temperature solito di questo periodo. Ma ovviamente non parlo di questo, lascio l’argomento per le discussioni da ascensore.

Lingue deve restare a CataniaE’ questo lo slogan che rappresenta l’obiettivo da raggiungere per qualche migliaio di studenti incazzati. Incazzati per giochi di potere sporchi, attuati all’oscuro di tutti e scavalcando qualsivoglia organo rappresentativo e decisionale che un’Università dovrebbe quantomeno consultare.

Molti lettori già sanno di cosa sto parlando, ma per coloro che sono fuori dalla questione farò un breve riassunto di cosa sta succedendo.

Da mercoledì scorso la vita di facoltà è cambiata. Giunge notizia di un accordo stabilito tra il rettore dell’università di Catania prof. Antonino Recca e il presidente del consorzio universitario ibleo Giovanni Mauro, con l’avallo del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, delegato dal ministro Gelmini alla risoluzione del caso del nascente Quarto Polo Universitario Pubblico Siciliano Enna/Ragusa/Siracusa.

L’accordo prevede la creazione di una facoltà di Lingue ex-novo nella sede di Ragusa, e clausola accordata è l’impegno del Rettore a non attivare dall’Anno Accademico 2011-2012 (partenza prevista del Quarto Polo) corsi similari all’interno del piano d’offerta formativa dell’Università di Catania. In parole spicciole, si prevede la chiusura della facoltà di Lingue a Catania (che aveva un suo distaccamento a Ragusa con indirizzi diversi) a nuove immatricolazioni.

Coloro che risultano iscritti ad anni successivi al primo, completeranno a partire dall’A.A. 2011-2012 il proprio corso a cura della Facoltà di Lettere, fino ad esaurimento e per un tempo massimo di due anni.

Il preside della facoltà viene informato del progetto proprio mercoledì mattina, in maniera informale, a colazione a casa del rettore, che tra un cornetto ed una brioche gli comunica il triste destino riservato alla facoltà.

[per maggiori informazioni, consiglio di consultare la bozza d'accordo pubblicata su Step1]

Assemblea in AuditoriumDopo una prima fase d’empasse, finalmente da mercoledì c’è stata la reazione degli studenti di Lingue. La prima volta che vedo una facoltà intera unita per un unico obiettivo. Mercoledì è stato il giorno dell’assemblea generale di studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo; un’assemblea partecipata da tutti, e in questo caso siamo stati veramente tutti presenti!

Ammetto di aver temuto, e di temere ancora adesso, un inquinamento della vicenda dovuto ad infiltrazioni di ideologie politiche, il cui rischio è sempre alto in occasioni come queste. Considerando anche che questo è il periodo più caldo per le candidature alle imminenti elezioni per i vari organi rappresentativi accademici. Al momento, per fortuna, la questione è così importante per il nostro futuro da impedire strumentalizzazioni del genere che porterebbero solo ad una rottura del fronte studentesco per la maggior parte compatto verso un’unica direzione d’azione.

D’altronde, siamo incazzati nel vedere il futuro nostro e delle generazioni future sottomesso a giochi politici sporchi e meschini. Motivazioni logiche non ce ne sono: svendere una intera facoltà che rappresenta una parte importante nel tessuto territoriale catanese, seppur con tutte le carenze che ci possano essere, ad un territorio che non è pronto logisticamente e culturalmente e non in possesso del know-how necessario a gestire nel migliore dei modi una facoltà che è proiettata per sua stessa natura all’esterno, all’internazionalizzazione che un territorio con una mancanza di infrastrutture di viabilità non può favorire. Inoltre il modo con cui è stata presa la decisione, allo scuro di tutti, compreso il preside della facoltà coinvolta che viene a conoscenza di tutti i dettagli a giochi quasi fatti, risulta quantomeno bizzarro e ben oltre i limiti della legalità di una democrazia che è base, ancora per poco, di questo Paese.

Per tutto questo, l’assemblea ha deciso di occupare simbolicamente la sede della facoltà, l’imponente Monastero dei Benedettini, riunendo in assemblea permanente in Aula A1 tutti gli studenti per decidere congiuntamente le azioni da intreprendere in base all’evoluzione della situazione.

Si chiede un incontro al Rettore, che non ha ancora spiegato pubblicamente la decisione, se non attraverso varie espressioni come “non è il momento di parlare per adesso” et simili rilasciate ad alcune emittenti locali affini alla sua parte politica. La politica: da risorsa a male estremo della nostra martoriata società italiana…

Per riassumere i fili della questione all’esterno, vi suggerisco varie fonti come il già citato Step1, il Giornale di Ragusa che segue la vicenda dal punto di vista ibleo, e Catania Blog Archive. E per sentire un sunto dell’assemblea di Mercoledì, vi invito a vedere il video in fondo al post.

Anche se è tardi, infine, invito tutti i colleghi, anche quelli di altre facoltà (sottolineo che alla nostra protesta si sono uniti i rappresentanti della facoltà di Scienze Politiche e del Corso di Laurea in Scienze Geologiche) all’assemblea in Aula A1 del Monastero dei Benedettini di domani (venerdì) mattina alle 9.00!

Lunga…lunga…lunga vita alla facoltà di Lingue!

2 Risposte a “Lingue “Not For Sale””

  1. ma, se, tipo, per esempio… vieni a farmi compagnia a Step1? :)


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