1. Si riuscirà ad evitare per quanto possibile ogni contrasto, lotta intestina, punzecchiatura e affini per assicurare alla vita universitaria (giunta per me al 4° anno) uno scorrimento felice, sereno e senza problemi, visto che di questi ne siamo, ne saremo e ne siamo stati già pieni?
Questa frase era scritta nel post di avvio dell’anno accademico 2009/2010, a fare da presagio da un anno in cui si prevedeva, allora, un certo tipo di esperienze e attività con determinate persone (che commentarono quel post sia qui sia su Facebook).
La risposta a quella domanda è comunque un no, tanti comportamenti non a genio (e non geniali), tante parole alle spalle, qualche persona che da A diventa B (a volte anche C, sempre a peggiorare…), e tante situazioni incatenate tra loro che hanno provocato un mio diverso atteggiamento di fronte a tutto ciò.
Undici mesi da allora e tanto fieno in cascina. Stai crescendo, mi dice una persona importante. Dovessi ripercorrere per grandi linee l’anno 2009-2010 a Catania, dovrei fare un’operazione di auto-censura mentale che un blog pubblico, aperto a tutti, obbliga a fare inconsciamente o meno. Robe antipatiche per colui che ha sempre professato il credo di non nascondere nulla e parlare di tutto con tutti. Di tutto e con tutti, this is the problem! Il secondo che influenza il primo, in particolare. Quattro anni fa non l’avrei mai detto, ma si è imposto un processo di selezione dettata da avvenimenti risultati pesanti moralmente (faccio il pirla, non lo sono!, ndr) che hanno tradito certezze costruite nel tempo. Meglio chiudere e ripartire da altri pilastri di cemento armato, con naturale indifferenza verso il passato.
A Catania me lo permettono tante persone con cui in questi ultimi anni ho condiviso tanto, i primi momenti da cazzeggio e la maturazione graduata e graduale. A Enna me lo permettono gli amici mai persi e quelli ritrovati, le gioie represse finalmente esteriori. A Catania, poi, la cosiddetta nuova avventura santificata più volte in queste pagine, a ragione. Ci credo tantissimo, pur consapevole che anche lì ci sono le mele marce e/o coloro con cui non mi prendo o non mi capisco. La chiamano legge dei grandi numeri…
Due grandi numeri sono 16 e 7. Ovvero 16 Luglio, la data a cui è fermo l’aggiornamento del blog. Magari fosse successo come l’anno scorso dove ero buttato a destra e a sinistra! Purtroppo no, il ritmo dell’estate è km 0. Per ora. Dovevo ricordarmi i motivi per cui evitavo tassativamente un’estate ennese, mettiamola così. Si ripartirà per Ferragosto (è ufficiale la meta di Scoglitti) e per l’ultima trafficatissima settimana di Agosto in Puglia. Ok, 1200 km in macchina in una settimana, con andata nel weekend del bollino nero autostradale per il traffico di rientro in città (storicamente con direttrice sud-nord) preso in pieno. Per premio di kilometraggio voglio un calippo e ‘na bira… Di Verona ad Ottobre vi ho già parlato, la novità è che ci potrebbe essere il bis in zona.
Non mi sono certo dimenticato gli ultimi caldi giorni catanesi. Il venerdì One-Two-One-Two me-Lara-Peppe-Agata non l’ho rimosso mica. Il suggello ad un anno pieno di contraddizioni, lascia-piglia-e-raddoppia, incomprensioni, chiarimenti, casini creati e risolti.
La chiamata al mare della gang del bosco è un caposaldo dell’anno che si chiude. E’ stato l’ultimo atto del 2009-2010, l’ultima azione, l’ultima giornata. Stè, Mercy, Luisa, me, Peppe, Eugenio e Salvo. Con menzione speciale alla Y10 di Luisa, che ha portato 6 persone (ok che le 3 girls sono una più in forma dell’altra e pesano ‘na piuma, però direi che Salvo ed Eugenio pareggiavano i pesi. Io no perchè stavo davanti, privilegi della statura!) da Fondachello alla stazione di Giarre (tra le cose di cui dimenticavo i motivi per non farle, ecco i treni…). Eroica! Da loro si riparte, eccome!!!!! A Settembre, sto tornando!
Ultima menzione, per i laureati, che inconsapevolmente (loro) fanno sempre pensare alla parte negativa della cosa: quante materie mancano a quel traguardo. Poi li vedi, sorridenti, festaioli, caciaroni, e non puoi far altro che condividere piacevolmente il loro senso di soddisfazione dopo lunghi percorsi pieni di ostacoli di tutti i tipi (la facoltà di Lingue di Catania fa da scuola a tutti in questo senso, ahimè…), e i pensieri sul futuro che verrà, magari vicino, probabilmente lontano, magari già certo, probabilmente più difficoltoso da definire al momento. Auguri a Salvuccio (Scienze della comunicazione multimediale), Andrea S. (Scienze giuridiche) e soprattutto a mia cugina Lidia (Scienze giuridiche).
Benvenuti a “Un’estate da deejay“! Ora anche su Twitter, che lo vogliate o no…
Take Your Time! Enjoy Yourself! Insomma…Viva la Pataflauca!